I Fisici – Cinemany
By Nicola Mazzi – Apr 10, 2026
https://cinemany.ch/i-fisici/

In un’esclusiva clinica psichiatrica svizzera diretta dalla dottoressa Mathilde von Zahnd, tre pazienti dichiarano di essere i celebri scienziati Einstein, Newton e Möbius. La quiete viene interrotta dall’omicidio di due infermiere, ma l’ispettore non può arrestare i colpevoli perché legalmente folli. Questo l’inizio de I Fisici di Friedrich Dürenmatt che Angese Làposi ha portato sullo schermo in un docu-film particolare e interessante e che arriva nei nostri cinema. L’abbiamo sentita, ecco quello che ci ha detto.

 

Agnese, come nasce l’idea di questo film e qual è la sfida di adattare un classico di Dürrenmatt?

Il progetto nasce dal bando Della Scena alla Scrittura (promosso da Landis & Gyr, srg ssr e altre fondazioni), che finanzia la trasposizione di opere teatrali in ambito cinematografico per avvicinare nuovi spettatori alla scena. Abbiamo vinto con la trasposizione de I Fisici, basandoci sulla messa in scena di Igor Horvat prodotta dal LAC di Lugano (autunno 2021).

La sfida era gestire un’opera molto statica e densa di dialoghi: è una sorta di meccanismo perfetto dove non si possono tagliare troppe battute senza compromettere la comprensione della trama. Per questo abbiamo scelto una struttura a tappe che attraversa diversi linguaggi, trasformando la staticità teatrale in un’esperienza cinematografica dinamica.

 

Come avete organizzato il lavoro tra documentario, prove e scene di finzione?

Il film è un ibrido che fonde tre livelli. In primis abbiamo il processo creativo. In questo senso abbiamo filmato per circa un mese tutte le fasi della creazione teatrale, dalle prime letture a tavolino alle prove spaziali sul palco del LAC. Eravamo una piccola troupe di tre persone, anche per non disturbare gli attori. In secondo luogo, la fiction. A spettacolo concluso, abbiamo dedicato tre giorni di riprese a scene che incorniciano il racconto all’inizio e alla fine. Infine, abbiamo usato immagini d’archivio degli anni ’60 per richiamare i temi della pazzia e del potere atomico (con riferimenti a Oppenheimer) e frammenti della trasmissione pedagogica Un’ora di scienza degli anni ’80.

 

La colonna sonora alterna brani dello spettacolo a inserti molto moderni. Qual è la logica dietro queste scelte?

La partitura musicale segue lo sdoppiamento del film: da un lato abbiamo brani originali composti per lo spettacolo da Zeno Gabaglio e riadattati per il cinema. Ma anche alcuni inseriti con l’armonica a bocca. Per i passaggi legati ai personaggi (come Newton), abbiamo coinvolto un busker di Londra scoperto sul web, che ha creato pezzi originali partendo da beat di armonica. Ho inserito un brano rap di un artista ticinese che vive a Basilea per creare uno stacco netto quando l’ispettore esce di scena. Rappresenta la rottura delle regole e la ribellione delle generazioni più giovani di fronte a un mondo senza giustizia.

 

Perché uno spettatore dovrebbe venire a vedere il tuo film?

Perché è un modo per riscoprire uno dei massimi autori svizzeri e la sua contemporaneità. Inoltre, si può sicuramente osservare come il testo sia molto attuale. Alla base vi è il singolo che prende il sopravvento sul bene comune e dove i personaggi messi in scena svelano le loro bassezze morali. In altri termini, è un modo per riflettere anche sull’attuale momento storico.

 

Il film sarà proiettato lunedì 13 aprile al Gran Rex di Locarno (20.30) in presenza della regista e di alcuni ospiti. La seconda proiezione è prevista per martedì 21 aprile al Cinema Iride di Lugano (ore 20.30) sempre in presenza della regista e di alcuni ospiti. Infine, vi sarà una terza proiezione lunedì 27 aprile al Teatro Sociale OSC, Mendrisio (dalle ore 20.00). Mentre arriverà alla RSI in una data da definire, tra maggio e l’autunno.