I diritti? Da difendere, sempre: «Non bisogna dare nulla per scontato»
SAVOSA – Un racconto corale che intreccia memoria, diritti e vissuti personali. È “Panico morale”, il nuovo podcast di Natascia Bandecchi, dedicato alla storia della comunità LGBTQIA+ nella Svizzera italiana negli ultimi trent’anni e disponibile da alcuni giorni su tutte le piattaforme audio e sul sito dell’associazione REC.
Un progetto che nasce da un’esigenza maturata nel tempo e prende forma grazie a un lavoro collettivo di ricerca, testimonianze e produzione audio.
«La scintilla la coltivavo già da tempo», racconta Bandecchi. «Amo raccontare storie» e ha capito che era il momento giusto per farlo. Da qui l’avvio di un percorso fatto di ricerche, confronti e costruzione di una rete di collaborazioni. «Le cose belle si fanno sempre insieme», sottolinea, citando il contributo di Agnese Làposi alla scrittura e al montaggio, Victor Hugo Fumagalli per musiche e sound design, Elisabeth La Rosa per la grafica e il supporto di Olmo Cerri.
Il podcast si sviluppa come un viaggio cronologico che, partendo dal Ticino, si allarga all’intera Svizzera, raccontando le conquiste civili e sociali degli ultimi decenni. Tra i temi affrontati, momenti chiave come la votazione del 2005 sulle unioni civili, inizialmente respinta in alcuni cantoni tra cui il Ticino, e l’evoluzione dell’associazionismo locale, da realtà pionieristiche come “Spazio gay” negli anni Novanta fino ai collettivi – prima Collegati, poi Imbarco Immediato – tra impegno e passaggi generazionali.
«È una mia prospettiva su un affresco enorme», precisa l’autrice, che rivendica uno sguardo personale pur nel rispetto della complessità del tema. Accanto alla dimensione storica e documentaria, infatti, il podcast lascia spazio a esperienze dirette e frammenti di vita. «Se qualcuno si espone e racconta un pezzetto di sé, permette anche a chi ascolta di sentirsi meno solo», spiega Bandecchi.
Oltre venti le voci coinvolte, tra attivisti, testimoni e protagonisti del percorso di rivendicazione dei diritti. Tra queste anche figure istituzionali come Alex Farinelli, il cui coming out pubblico viene citato come esempio di normalizzazione e visibilità. «Mostrarsi è importante: non è qualcosa di straordinario, è semplicemente naturale, compatibilmente con il proprio percorso individuale», osserva Bandecchi.
Non mancano i riferimenti a eventi simbolici come il Pride di Lugano, ricordato per la partecipazione e il clima di condivisione nonostante le complessità organizzative. «Era un senso di gioia, nello stare tutti insieme», emerge dal racconto. È giunto il momento di rifarlo, magari in occasione del decennale che cadrà nel 2028? Bandecchi si mette a disposizione e lancia un appello, in primis al sindaco di Lugano Michele Foletti.
“Panico morale” si muove tra divulgazione e approfondimento, con l’obiettivo di informare senza perdere accessibilità. «Le storie hanno una potenza pazzesca», afferma l’autrice, «e possono avvicinare le persone in un momento storico in cui prevalgono divisione e isolamento». Nel podcast trova spazio anche una riflessione sul presente, tra diritti acquisiti e necessità di difenderli. «Non bisogna dare nulla per scontato», conclude Bandecchi.