Il podcast dedicato alla storia del popolo Jenisch conquista un importante riconoscimento a Bologna. Dopo il PodFest di Parma e la finale al Premio LaPodstar, il progetto è ora candidato ai Diversity Media Awards di Roma.
Il podcast Mamera – La storia nascosta degli Jenisch, ideato da Taty Rossi e prodotto dall’Associazione REC di Lugano, continua a raccogliere riconoscimenti nel panorama italiano del podcasting.
L’ultimo è arrivato a Bologna, dove la serie ha conquistato il Biografilm Podcast Award 2026 nella categoria Miglior storia. Il premio è stato assegnato nell’ambito del Biografilm Festival, che ha inaugurato quest’anno la prima edizione del concorso dedicato ai podcast narrativi.
Tra oltre ottanta candidature provenienti da Italia e Svizzera, la giuria ha premiato Mamera per la capacità di affrontare “con rigore e sensibilità una pagina oscura della Storia”, portando all’attenzione del pubblico la vicenda del popolo Jenisch e le discriminazioni subite nel corso del Novecento.
Per Taty Rossi si tratta di un ulteriore riconoscimento che si aggiunge a un percorso già ricco di appuntamenti. Nelle scorse settimane il podcast ha partecipato alla quinta edizione del PodFest di Parma, è stato protagonista della conferenza Crimini contro l’umanità in Svizzera. Storia e storie del popolo Jenisch, ospitata dal festival Echi di Storia, ed è inoltre arrivato tra i finalisti del Premio LaPodstar 2026.
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con la candidatura ai Diversity Media Awards, dove Mamera è stato selezionato tra i podcast in concorso. La cerimonia di premiazione si terrà a Roma nel mese di settembre; la data ufficiale sarà comunicata dagli organizzatori nelle prossime settimane.
Già raccontato da LiveMilano al momento del suo debutto, Mamera – La storia nascosta degli Jenischripercorre una delle pagine meno conosciute della storia svizzera: il programma Kinder der Landstrasse, che tra il 1926 e il 1973 portò alla sottrazione di centinaia di bambini jenisch alle loro famiglie con l’obiettivo di cancellarne l’identità culturale.
Attraverso testimonianze dirette, documenti storici e il contributo di studiosi ed esperti, la serie ricostruisce una vicenda poco conosciuta, trasformando la memoria storica in uno strumento di riflessione sul tema dei diritti umani e della discriminazione.
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