Il riconoscimento ai podcast femminili che cambiano la narrazione
Sono stati annunciati i finalisti e le finaliste del Premio LaPodstar 2026, il riconoscimento dedicato ai podcast femminili capaci di generare un impatto sociale e culturale significativo. Il premio nasce con l’obiettivo di dare visibilità alle voci delle donne che, attraverso il podcasting, raccontano il mondo da prospettive nuove e contribuiscono ad ampliare il dibattito pubblico.
Tra i podcast finalisti figura anche MAMERA, realizzato nella Svizzera italiana e prodotto dall’associazione REC. Il progetto, ideato e scritto da Taty Rossi, porta così la produzione audio indipendente della Svizzera italiana tra i candidati al riconoscimento internazionale dedicato ai podcast femminili di impatto sociale e culturale.
MAMERA – La storia nascosta degli Jenisch racconta una pagina poco conosciuta della storia svizzera: tra il 1926 e il 1973 centinaia di bambini della comunità jenisch furono sottratti alle loro famiglie nell’ambito del programma “Kinder der Landstrasse”, promosso dalla fondazione Pro Juventute con il sostegno delle autorità. Attraverso testimonianze, documenti e ricostruzioni narrative, il podcast restituisce voce a una storia di discriminazione e cancellazione culturale, interrogando il presente attraverso il lavoro della memoria.
Nel mondo della musica, del cinema, dell’informazione e della cultura – e anche del podcasting – le donne sono ancora sottorappresentate. Non per mancanza di talento o determinazione, ma perché è difficile immaginarsi in un ruolo che non si vede abbastanza rappresentato. Il Premio LaPodstar nasce proprio per dare visibilità alle voci femminili nel podcasting e dimostrare ad altre donne che questo spazio è anche il loro e che, se vogliono, possono occuparlo con autorevolezza.
Il podcast vincitore della terza edizione del Premio sarà annunciato sabato 21 marzo al termine dell’evento @tutteabbiamovoce, in programma a Milano presso la Fabbrica del Vapore – Sala Cisterne.
Più che un premio esclusivo, LaPodstar vuole essere un gesto di amplificazione: più storie trovano ascolto, più possibilità si aprono per tutte. Non si tratta di escludere, ma di allargare lo spazio della narrazione.